La pompa di calore è una tecnologia ad elevate prestazioni e in sintonia con l’ambiente. Il suo principio di funzionamento è assimilabile a quello della pompa idraulica. Una pompa idraulica riesce a trasportare un fluido da un punto posto ad una quota più bassa verso un punto posto ad una quota più alta, colmando un dislivello che misuriamo in metri.

Analogamente, la pompa di calore riesce a trasportare l’energia termica contenuta all’interno di un ambiente, appunto il calore, da un punto a temperatura più bassa verso un punto a temperatura più alta. Proprio come la pompa idraulica. Un edificio presenta questo tipo di dislivello di temperature tra il suo interno e l’esterno. In inverno la temperatura più alta si trova all’interno dell’abitazione mentre all’esterno la temperatura è decisamente più bassa. Viceversa, in estate la temperatura più alta si trova all’esterno e quella più bassa (o almeno così si spera!) all’interno.

In inverno la pompa di calore assorbe energia dall’ambiente esterno e la riversa nell’ambiente interno, riscaldandolo. In estate la pompa di calore assorbe energia termica dall’ambiente interno e la riversa nell’ambiente esterno, con il risultato che l’ambiente interno si raffredda.

Per compiere questo lavoro la pompa di calore necessita di un certo quantitativo di energia elettrica per il suo funzionamento. Fortunatamente, il quantitativo di energia richiesta per funzionare è di gran lunga inferiore rispetto alla quantità di energia, in forma di calore, che la pompa di calore è in grado di trasportare. Per misurare questa capacità la tecnica ha definito un coefficiente detto COP (Coefficient of performance) il cui valore rispecchia la prestazione fornita dalla pompa in termini di effetto utile rispetto all’energia consumata. Se il COP vale 3, significa che per ogni kWh di energia elettrica consumata per far funzionare la pompa nell’ambiente che voglio riscaldare, riverso 3 kWh di energia termica. Analogamente, nel caso del raffrescamento si definisce un altro coefficiente, l’EER (Energy Efficiency Ratio) che è un po’ il compagno del COP, nel senso che, se ad esempio l’EER vale 4, questo significa che per ogni kWh di energia elettrica consumata dalla pompa di calore, riesco ad ottenere 4 kWh di energia frigorifera per raffrescare il mio ambiente.

Questa premessa ci serve per capire come orientarci nella scelta della macchina migliore per i nostri fini. Scegliere una pompa di calore con elevati valori di COP e di EER (4÷6) significa scegliere una macchina più performante che avrà un funzionamento migliore con consumi più ridotti.

Ci sono vari tipi di pompa di calore, funzionanti anche con fluidi di lavoro diversi, come l’aria o l’acqua, o che scambiano calore anche con ambienti diversi, come l’aria esterna, o un corso d’acqua, o ancora il terreno come nel caso delle pompe di calore geotermiche. Il principio di funzionamento rimane lo stesso. L’opportunità dell’utilizzo di una tecnologia rispetto alle altre va valutata in funzione anche degli altri criteri di progettazione. Per esempio, l’adattabilità di una di queste macchine rispetto al contesto considerato, o ancora l’efficienza attesa durante l’utilizzo, l’ampiezza dei locali da climatizzare, e così via.

Un aspetto importante delle pompe di calore è il fatto che funzionano con energia elettrica, e non con combustibili fossili, questo significa che possono essere alimentate grazie all’energia prodotta con impianti a energia rinnovabile come il Fotovoltaico o il Microeolico. Se quindi adotto queste tecnologie per alimentare le pompe di calore, riesco a ridurre ulteriormente la spesa energetica della mia abitazione. Faremo un esempio di questa soluzione in un articolo in cui affronteremo più diffusamente lo schema impiantistico di un edificio climatizzato grazie alle pompe di calore.

Se sei interessato a ricevere informazioni sulle pompe di calore o se desideri un preventivo visita la pagina

Teniamoci in contatto :-).