guadagnare fotovoltaicoInstalla Un Impianto Fotovoltaico: Da Utente A Produttore Di Energia Elettrica   

 

In questo articolo guarderemo insieme un po' di numeri, per dimostrarti come un impianto fotovoltaico può trasformare radicalmente la tua spesa per l'energia elettrica, facendola passare da costo a risorsa per il tuo portafoglio. Ti dimostrerò in che modo il fotovoltaico sia un investimento sicuro, grazie al quale ti è possibile cominciare a guadagnare dal momento stesso della sua attivazione.

  

Vedremo in che modo la ricchezza prodotta dal tuo impianto fotovoltaico, in termini di chilowattora di energia elettrica, sia in grado di ripagare completamente il tuo investimento iniziale per l'acquisto dell'impianto, nell'arco di poco più di quattro anni, e di come, per tutto il resto della sua vita utile, l'impianto continuerà a darti valore senza dover fare nient'altro che la sua regolare manutenzione per mantenerlo attivo.

 

Installare un impianto fotovoltaico significa accedere a 4 vantaggi economici ben precisi, che per semplicità chiameremo 4 forme di guadagno, che ti descriverò in questo articolo e che cominceremo a quantificare, in modo tale da poter avere le idee più chiare, nel momento in cui valuteremo l'investimento per il nostro impianto. Queste forme di guadagno sono:

  1. Detrazioni Fiscali
  2. Autoconsumo
  3. Scambio sul Posto 
  4. Liquidazione delle Eccedenze

  

Risparmiare Sulla Bolletta Dell'Energia Elettrica, E Guadagnare Da Subito Con Un Impianto Fotovoltaico!

 

cambiamento mentalitàA volte nel nostro lavoro incontriamo dei falsi miti sul fotovoltaico; ad esempio che costi ancora troppo, che tanto la bolletta ti arriva lo stesso, o che non ci sono abbastanza garanzie… queste convinzioni possono bloccare una scelta che si rivelerebbe vincente nel corso del tempo.

Tuttavia, grazie al passaparola e al sempre maggior numero di tetti fotovoltaici diffusi in giro per l’Italia (e nel mondo), la mentalità sta cambiando e un numero sempre maggiore di persone sta installando pannelli fotovoltaici sulla propria abitazione, e incoraggiando la diffusione di questa tecnologia.


La fase pioneristica del fotovoltaico è stata ampiamente superata. Questa tecnologia è matura
; i pannelli hanno un rendimento di conversione notevole ed un'efficienza che negli ultimi anni è stata costantemente in crescita. Siamo arrivati a raccogliere con la superficie di 1,6 mq di un modulo fotovoltaico, una potenza di 370 Watt, superando il 23% di rendimentoConsiderando che solo una ventina d'anni fa questa potenza superava di poco il 10% possiamo dire che c'è stato un bel passo avanti.

 

Quello che è possibile ottenere oggi grazie ad un impianto fotovoltaico è perfettamente in linea con le nostre esigenze di energia. Investire nelle energie rinnovabili, e nel fotovoltaico in particolare, è la scelta di chi vuole stare al passo coi tempi.

 

Vediamo nel dettaglio come funzionano le 4 forme di guadagno. 

 

numero quattroTanto per cominciare abbiamo bisogno di fare riferimento ad un esempio concreto:

 

Immagina di avere appena installato un impianto fotovoltaico da 3 kW, di averlo disposto su un tetto a tegole, con una esposizione ottimale, a Sud, ed una inclinazione di 15° gradi, ad una latitudine di riferimento come quella di una città del Sud Italia (come Messina). Considera inoltre che per il suo acquisto hai investito 6.000 €. Questo impianto fotovoltaico, nelle condizioni appena indicate, è in grado di produrre ogni anno qualcosa come 4.400 kWh/anno (chilowattora/anno) di energia elettrica. 

 

Immagina, inoltre, che la tua abitazione sia occupata da 4 persone, e che i consumi di energia elettrica della tua famiglia, si aggirino annualmente sui 4.000 kWh/anno e che siano distribuiti nel seguente modo: 2.200 kWh/anno durante il giorno, e 1.800 kWh/anno nelle ore serali e notturne; cioè i maggiori consumi di energia elettrica si svolgono prevalentemente nelle ore diurne.

 

Il costo del chilowattora stabilito dal tuo fornitore di energia elettrica si aggira tra i 0,19-0,32 €/kWh (euro/chilowattora); per i nostri calcoli sceglieremo il valore medio di 0,25 €/kWh.  Nel nostro calcolo non considereremo i costi fissi del contratto di fornitura di energia elettrica, che dipendono dalla potenza installata da contratto, e che si pagano a prescindere dai consumi di energia elettrica effettuati. In ogni caso, il loro peso sull’importo complessivo della bolletta è sempre abbastanza limitato, e per questo motivo in questo momento li trascuriamo.

 

 

#La Prima Forma Di Guadagno: Le Detrazioni Fiscali Del 50%

 

Detrazioni IrpefPer il semplice fatto di avere deciso di installare un impianto fotovoltaico sul tuo tetto, lo Stato italiano, ed in particolare l’Agenzia delle Entrate, ti dà la possibilità di accedere ad una detrazione fiscale sull’IRPEF pari al 50% del costo dell’impianto stesso. Questa cifra viene suddivisa in 10 rate di pari importo spalmate su un periodo di 10 anni, che vengono scomputate nella Dichiarazione Dei Redditi dell’intestatario dell’impianto.

 

L’accesso alla detrazione fiscale è vincolato alla rispondenza dei requisiti predisposti dall’Agenzia delle Entrate nella guida RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: LE AGEVOLAZIONI FISCALI 2018. La guida spiega in maniera completa ed esaustiva:

 

  1. Chi può fruire della detrazione.
  2. Per quali lavori spettano le agevolazioni.
  3. Cosa deve fare chi ristruttura per fruire della detrazione.
  4. Istruzioni per il pagamento mediante bonifico.
  5. Istruzioni relative al pagamento tramite finanziamento.
  6. Documenti da conservare.

 

Per i dettagli relativi a questo argomento ti rimando alla lettura diretta della guida.

 

Per capire come funziona la nostra prima forma di guadagno, o di risparmio, visto che si tratta di soldi che potremo evitare di pagare al momento della nostra dichiarazione dei redditi, facciamo riferimento al nostro esempio. 

 

Il 50% di 6.000 €, costo del nostro impianto fotovoltaico da 3 kW, significa 3.000 € che, suddiviso in 10 anni significa 10 rate da 300 €/anno, ciascuna. Questi sono i primi soldi che non spenderemo grazie all’installazione del nostro impianto fotovoltaico.

 

 

#La Seconda Forma Di Guadagno: L’Autoconsumo 

 

 

grafico autoconsumoVediamo cosa succede quando il tuo impianto fotovoltaico è attivo e funzionante. Ogni giorno, al levar del Sole, l'impianto comincia a produrre energia. Contemporaneamente, in casa tua oltre le utenze elettriche rimaste accese durante la notte, come il frigorifero o gli apparecchi elettronici, cominci ad accendere altre utenze: radio, asciugacapelli, lavatrice… insomma, i tuoi consumi di energia elettrica aumentano.

 

Grazie alla potenza elettrica sviluppata dai pannelli fotovoltaici, l’energia che ti occorre per alimentare le tue utenze non viene fornita più dalla rete elettrica, ma dall'impianto. Sei in modalità Autoconsumo.

 

Abbiamo ipotizzato che l’energia consumata di giorno nella tua abitazione, durante tutto il corso dell’anno, sia pari a 2.200 kWh. Per semplicità immaginiamo che tutta l’energia consumata di giorno l’abbia fornita l'impianto fotovoltaico, e che quindi sia stata autoconsumata. L'energia elettrica autoconsumata non viene fatturata in bolletta, che pertanto si riduce di un importo pari al valore di questa energia.

 

 

Quanto vale questa riduzione? Facciamo un po' di conti:

2.200 kWh/anno x 0,25 €/kWh = 550 €/anno

Questa è la cifra che otteniamo in questo esempio come seconda forma di guadagno. Passiamo ai conti relativi alla terza forma di guadagno: lo scambio sul posto.

 

 

#La Terza Forma Di Guadagno: Lo Scambio Sul Posto 

 

 

Come abbiamo detto, l’energia prodotta durante l’anno dal tuo impianto fotovoltaico è pari a circa 4.400 kWh/anno, il nostro autoconsumo utilizza, di tutta questa energia, solo una parte, 2.200 kWh/anno. I restanti 2.200 kWh/anno, dei 4.400 kWh/anno prodotti, sono stai riversati in rete, ma questo non significa che sono stati persi.

 

 

Grazie allo Scambio Sul Posto viene stipulata una convenzione tra i singoli piccoli produttori di energia rinnovabile ed il GSE, il Gestore dei Servizi Energetici, un ente dipendente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Qui troverai tutti i dettagliVediamo cosa prevede lo scambio sul posto grazie al nostro esempio.

 

 

Scambio sul PostoAbbiamo detto che durante le ore serali e durante la notte il consumo di energia elettrica è pari a 1.800 kWh/anno. Questo consumo viene coperto grazie all’energia elettrica prelevata dalla rete, che viene fatturata regolarmente in bolletta dal tuo fornitore di energia elettrica, secondo le caratteristiche del tuo contratto. Calcolando come costo del kWh sempre 0,25 €, questo significa un valore dell'energia consumata pari a:

1.800 kWh/anno x 0,25 €/kWh = 450 €/anno  

Grazie alla convenzione dello scambio sul posto, il GSE provvede al ristoro della spesa che hai sostenuto per l’energia elettrica in bolletta, fino a quando questa energia eguaglia quella che tu hai immesso in rete grazie al tuo impianto fotovoltaico durante il giorno. Ed è questo il nostro caso: in un anno hai immesso in rete 2.200 kWh, ne hai consumati 1.800 kWh, e ne hai riversati 400 kWh come eccedenza. I 1.800 kWh costituiscono la quantità di energia scambiata sul posto con la rete elettrica. 

 

 

Nella pratica, anche se il tuo fornitore di energia elettrica continuerà ad inviarti la bolletta allo scadere di ogni periodo di fatturazione, il GSE terrà conto della spesa che avrai sostenuto, e in funzione dell’energia che scambi con la rete, ti restituirà sempre ciò che hai pagato al tuo fornitore di energia elettrica.

 

 

Vediamo cosa accade ai restanti 400 kWh immessi in rete.

 

#La Quarta Forma Di Guadagno: La Vendita Delle Eccedenze

 

Il GSE tiene conto di tutta l’energia che riversiamo in rete, nel nostro esempio i 400 kWh che non abbiamo scambiato sul posto, ci vengono accreditati nel nostro account consultabile sul sito del GSE, e restano a nostra disposizione. Potremo decidere noi quale uso farne tra queste due opzioni:

 

  1. lasciarli a nostra disposizione per un impiego futuro negli anni successivi a quello in cui viene accumulata l'eccedenza
  2. liquidare le eccedenze

 

La prima opzione significa creare un deposito di kWh che potremo scambiare con la rete nel corso degli anni, in assenza di una nostra precisa richiesta continueranno ad essere accumulati restando a nostra disposizione. Questa opzione può tornare utile nel caso in cui si preveda un aumento dei consumi, magari perché la famiglia si allarga, o perché aumentano le utenze impiegate. In questo caso se l’energia consumata supera quella scambiata, questo piccolo deposito può tornarci utile e ci consentirà di valorizzare al massimo l’energia accumulata in precedenza con il meccanismo dello scambio sul posto.

 

Se, viceversa, non prevediamo un incremento dei consumi, o una variazione significativa degli occupanti dell’abitazione, potrebbe tornarci utile la seconda opzione, e procedere quindi alla liquidazione delle eccedenze, che consiste nel valorizzare i kWh prodotti in più, al prezzo stabilito dal GSE, che potrà variare in una fascia compresa tra i 0,09-0,17 €/kWhSiamo quindi lontani dagli 0,25 €/kWh con cui viene valutata l’energia valorizzata con lo scambio sul posto. È per questo motivo che la vendita delle eccedenze non ha lo stesso pregio economico dello scambio sul posto.

 

Tornando al nostro esempio, la vendita delle eccedenze significa mettersi in tasca, (scegliendo un prezzo del chilowattora di 0,12 €/kWh): 

400 kWh/anno x 0,12 €/kWh = 48 €/anno

 

#Tiriamo Le Somme: I Guadagni Del Fotovoltaico Oltre Il Tempo Di Ritorno Dell’Investimento.

 

 

payback timeAllora, sommando le quattro forme di guadagno arriviamo a:

300 €/anno (detrazione fiscale) +

550 €/anno (autoconsumo) +

450 €/anno (SSP) +

48 €/anno (liquidazione delle eccedenze) =

___________________________________________

1.348 €/anno
  

Se consideri che l’impianto fotovoltaico ti è costato 6.000 €, questo significa che il tempo in cui rientrerai del tuo investimento sarà pari a:

  

6.000€ ÷ 1.348 €/anno = 4,45 anni

Ovvero poco più di 4 anni.

 

Dopo questo tempo il tuo impianto fotovoltaico continuerà a generare ricchezza, in termini di chilowattora di energia prodotta, per tutta la sua vita utile, cioè fino ad oltre trent'anni. Questo rende il fotovoltaico un investimento sicuro, e decisamente vantaggioso. Ti consente di guadagnare, e risparmiare, denaro, semplicemente e in maniera affidabile.

 

In termini tecnici si parla di tasso di investimento del 20%. Questo significa che i soldi che investi per il tuo impianto fotovoltaico si valorizzano con un tasso del 20%, molto più interessante di quello che otterresti con la stessa cifra depositata in una banca, dove il tasso di investimento si aggira invece sullo 0,6-0,8%.

 

 

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