All'interno di un business plan si trovano tutte le informazioni sul tuo futuro impianto:

  1. Producibilità annuale del campo fotovoltaico 
  2. Fabbisogno di energia dell'abitazione/ufficio o azienda
  3. Pay back time, o tempo di ritorno dell'investimento
  4. Sgravi fiscali previsti dal legislatore
  5. Entità del risparmio sulla bolletta elettrica
  6. Vantaggi derivanti dallo scambio sul posto

Conoscendo questi elementi è possibile farsi un'idea della convenienza di un impianto fotovoltaico.

Guardiamo singolarmente questi punti e ti farò capire il perché...

La producibilità di un impianto indica quanta energia sono in grado di produrre durante il corso di un anno grazie al mio campo fotovoltaico. Questo calcolo è immediato e dipende da quattro fattori:

  1. Latitudine del sito;
  2. Orientamento rispetto ai punti cardinali;
  3. Inclinazione del pannello rispetto al piano orizzontale;
  4. Eventuali ombreggiamenti.

Tanto per avere una idea, prendendo come riferimento una località vicino Messina, e considerando un impianto da 3 kW con pannelli orientati a Sud e con inclinazione ottimale (quella cioè per la quale riscontri il picco di produzione), la producibilità stimata di quest'impianto si attesta sui 4.440 kWh/anno. Aumentando la potenza a 6 kW arriviamo al doppio 8.890 kWh, e passando a 10 kW si può produrre fino a 14.800 kWh/anno.

Questi numeri diventano più significativi se consideri il fatto che una famiglia di 4 persone con consumi medio-alti ha un fabbisogno di energia di circa 4.000 kWh/anno. In questo caso, quindi, già un impianto da 3 kW ti consente di fare fronte a tutto il fabbisogno previsto, se ad esempio hai una famiglia di 4 persone. 

 

Per calcolare invece il tempo di ritorno dell'investimento, pay-back time, devi notare anche altri importanti fattori al contorno. Il primo riguarda gli sgravi fiscali previsti dal legislatore. Il Governo italiano ha previsto una detrazione IRPEF del 50%, spalmata su 10 anni, per tutti coloro che realizzeranno un impianto fotovoltaico entro il 31 Dicembre 2016. Questo è già un aiuto consistente per calcolare il tempo di ritorno del tuo investimento. 

La seconda forma di guadagno riguarda invece il risparmio in bolletta che realizzerai nel momento stesso in cui entrerà in funzione il tuo impianto.L'energia che produci e che autoconsumi significa una riduzione immediata dell'energia che prelevi dalla rete. L'energia che cedi alla rete e che riprendi in un secondo momento quando il tuo impianto non sta funzionando, ti viene conteggiata grazie al meccanismo dello scambio sul posto. In pratica si utilizza la rete come serbatoio di energia dove accumulare quella in eccesso e dove prelevare quella che manca. Se riesci a produrre più energia di quella che consumi complessivamente, cioè durante tutto il corso dell'anno, l'energia in esubero viene fatturata dall'Enel e ti viene pagata ad una tariffa a chilowattora stabilita dal gestore dell'energia elettrica. 

Tra incentivi fiscali, risparmi in bolletta, scambio sul posto ed energia venduta alla rete, si può calcolare che nell'arco di pochi anni l'investimento sostenuto per l'acquisizione dell'impianto ha pienamente ripagato se stesso, e sei approdato ad una condizione dopo la quale i soldi risparmiati costituiscono un guadagno netto per te che hai fatto la scelta di realizzare l'impianto fotovoltaico.