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A proposito del fotovoltaico con accumulo occorre spendere alcune parole: conviene? Sì, a seconda dell’uso che se ne vuole fare!

 

La forma più comune e di maggior interesse commerciale di impianto fotovoltaico con accumulo è quella che prevede il funzionamento dell’impianto in modalità di autoconsumo, self consumption.

In questo caso l’impianto è sempre collegato alla rete e sempre collegato alla batteria.

Il consumo dell’energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico segue un preciso ordine gerarchico:

 

 

  • prima le utenze dell’abitazione su cui è installato il fotovoltaico;
  • quindi la ricarica delle batterie del dispositivo di accumulo;
  • quindi l’erogazione dell’esubero di produzione di energia elettrica da parte dell’impianto fotovoltaico direttamente in rete.

Durante le ore di buio, invece:

  • prima l’energia viene prelevata prima dal pacco batterie, il che costituisce l’autoconsumo effettivo,
  • quindi una volta esaurita l’autonomia determinata dal pacco batterie si passa al consumo diretto dalla rete.

L’impianto con accumulo in batteria ha il grosso vantaggio di ridimensionare l’entità della bolletta elettrica (se non addirittura azzerarla).

Si ricorre a questo tipo di soluzione quando si ha a che fare con impianti caratterizzati da elevati consumi ed elevate potenze di spunto.

In questo caso è la soluzione che costituisce il miglior compromesso tecnico ed economico.

 

Una forma più semplice di impianto fotovoltaico con batterie è quella che prevede l’impiego di una piccola unità di accumulo con funzione di backup.

Quando si installa?

Quando si vogliano evitare le conseguenze di possibili guasti della rete elettrica, con conseguente mancata erogazione dell’energia.

In questo caso, l’impianto di backup mi consente di fronteggiare la mancata erogazione di energia per il tempo sufficiente ad evitare danni eventuali sulle utenze (o sui dati nel caso di apparecchiature elettroniche) conseguenti al mancato funzionamento della rete.

L’impianto di backup necessita di un pacco batterie molto ridotto, di pochi chilowattora.

E’ un dispositivo di emergenza che tutela l’impianto e che funziona in sinergia con l’impianto fotovoltaico.

 

L’ultima tipologia di impianto fotovoltaico con batterie è quella ad isola, o stand alone.

Quando si utilizza?

Quando si riscontrano consumi di energia elettrica particolarmente bassi, tali da non giustificare l’allaccio alla rete, con i conseguenti costi del contratto stesso, oppure quando l’impianto si trovi molto distante dalla rete elettrica, condizione che si può verificare in zone poco accessibili.

In questo caso, sarà necessario dotarsi di un pacco batterie sufficientemente grande da compensare i consumi previsti dalle utenze collegate all’impianto stesso.

Inoltre, visto che durante il corso dell’anno non si produce sempre lo stesso quantitativo di energia, grazie all’impianto fotovoltaico è opportuno sovradimensionare il pacco batterie per poter venir incontro a periodi di magra, come nel caso di tempo nuvoloso e di scarso periodo di insolazione, come in inverno.

 

In un prossimo articolo vedremo più nel dettaglio la tipologia di batterie che si può adottare nel fotovoltaico con accumulo.

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