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Tra le varie disposizioni presenti nel Decreto Legislativo 25/11/2016 n.222 (Riforma Madia), c'è anche la semplificazione nell'iter autorizzativo per la realizzazione degli impianti fotovoltaici e delle pompe di calore a servizio degli edifici.

 

Nell'intento di alleggerire gli iter burocratici, la riforma Madia introduce delle novità per quanto riguarda le procedure di autorizzazione in base all'attività edilizia considerata.

In particolare nel decreto sono stati tabulati i diversi tipi di attività, ripartiti in tre sezioni: commerciali e assimilabili (sezione I); edilizia (sezione II); ambiente (sezione III). Per ciascuna delle attività viene indicato l'iter autorizzativo da seguire. In particolare, le tabelle allegate al decreto individuano tre campi specifici per ciascuna delle attività:

  

  • il regime amministrativo al quale ci si dovrà attenere; ad esempio se occorre l'Autorizzazione, la Comunicazione, la SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività), il silenzio-assenso, l'attività edilizia libera;
  • la concentrazione dei regimi amministrativi (nel caso in cui questa si applichi);
  • i riferimenti normativi, ovvero tutti i riferimenti legislativi che disciplinano l'attività considerata.

 

Per quanto riguarda il fotovoltaico domestico, e in particolare i "pannelli solari a servizio degli edifici", questi vengono disciplinati come attività edilizia libera. Questo significa che non saranno più soggetti al titolo CIL (la comunicazione di inizio lavori), a condizione che gli impianti stessi non vengano realizzati nei centri storici urbani o in altre zone che rivestano carattere artistico o di particolare pregio ambientale, per i quali si rimanda sempre al parere della Soprintendenza. 

Tale semplificazione nell'iter procedurale riguarda anche le pompe di calore aria-aria, anch'esse considerate come attività edilizia libera, purché la loro potenza termica utile nominale si attesti al di sotto dei 12 kW. 

 

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