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Sembra che con l'inizio del 2017 i bonus previsti per ristrutturazioni, interventi di miglioramento ed efficientamento energetico degli edifici e per l'acquisto di arredi ed elettrodomestici si ridimensioneranno in maniera considerevole.

Una buona ragione per agire tempestivamente nel caso si voglia operare in una di queste direzioni.

Fintanto che sono disponibili, tuttavia, vediamo come lavorano questi incentivi.

  

 

Ecobonus 2016

 

L'Ecobonus 2016 prevede la detrazione fino al 65% per gli interventi di efficienza energetica, e riguarda tutti i lavori realizzati entro il 31 Dicembre di quest'anno. Tale detrazione non viene computata in un'unica rata, ma spalmata su dieci rate annuali di pari importo, che vanno a ridurre l'ammontare dell'IRPEF o dell'IRES. Il tetto massimo di spesa previsto è di 100.000 €.

Chi può usufruirne?

Possono usufruirne tutti i contribuenti, anche se titolari di reddito d'impresa, che possiedono l'immobile oggetto di intervento per la riqualificazione energetica. 

L'Ecobonus è previsto ad esempio per i climatizzatori a pompa di calore, a condizione che siano ad alta efficienza, e che siano installati in sostituzione dell'impianto di riscaldamento esistente. Dunque non si parla direttamente di un nuovo acquisto, ma piuttosto della sostituzione di dispositivi più datati e meno efficienti.

L'Ecobonus non è cumulabile (per gli stessi interventi) con la detrazione fiscale del 50% prevista per le ristrutturazioni o con altri incentivi come il Conto Termico.

Nel caso dei climatizzatori, si possono detrarre tutte le spese che riguardano i lavori, comprese il progetto e la parte amministrativa, ed il limite di spesa detraibile è fissato a 30.000 €.

 

Bonus Ristrutturazioni, detrazione al 50%.

 

Questo bonus riguarda gli interventi edilizi che non riguardano il miglioramento energetico. Questo cosa significa? Che si può accedere ad una detrazione fiscale dell'ammontare del 50% della spesa sostenuta, sempre spalmata in 10 anni, per una cifra massima detraibile pari a 96.000 € (a fronte di una spesa complessiva pari quindi a 192.000 €), nel caso ad esempio di  impianti fotovoltaici di nuova realizzazione. Vale anche per i climatizzatori a pompa di calore, anche non ad alta efficienza, purché il condizionatore sia utilizzabile tanto per il riscaldamento che per il raffrescamento. 

Il bonus non è cumulabile con altri incentivi. Sono detraibili tutte le spese che riguardano i lavori, comprese quelle relative alla progettazione e alla parte amministrativa.

Si applica alle persone fisiche, dunque a chi paga l'IRPEF. Ne possono godere non solo i proprietari dell'edificio, ma anche gli inquilini o i familiari, se sono loro a sostenere le spese dell'intervento. Non è necessario effettuare una ristrutturazione dell'immobile per accedere al bonus, se ne può godere anche per interventi in unità immobiliari residenziali.

 

Bonus Mobili

 

La detrazione fiscale al 50% sarà valida anche per gli interventi eseguiti nell'ambito di lavori di ristrutturazione realizzati entro la fine di quest'anno (31 dicembre), fino ad un tetto massimo di 10.000€. In particolare potranno essere conteggiati nel credito d'imposta le spese sostenute per gli arredi, per i grandi elettrodomestici, in classe A+, e per le apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica, adoperati per arredare immobili soggetti a ristrutturazione.

Analogamente a quanto visto per gli altri incentivi, anche in questo caso è possibile portare in detrazione sull'IRPEF, in 10 rate di pari importo e per 10 anni consecutivi, fino al 50% della spesa sostenuta per un ammontare massimo di 10.000€ ad edificio (dunque su una spesa complessiva di 20.000€).

Il bonus mobili non è cumulabile (per gli stessi interventi) con altri incentivi. Si applica solo alle persone fisiche e agli edifici residenziali. Inoltre, non è destinato solo ad appartamenti soggetti a ristrutturazione agevolata, ma anche all'acquisto di un immobile, non necessariamente da ristrutturare. 

 

In tutti e tre i casi, l'accesso all'incentivo richiede come condizione il pagamento mediante bonifici bancari o postali, indicando:

  • la causale del versamento con espressa dicitura riguardante i lavori di ristrutturazione con agevolazione fiscale;
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • la partita IVA o codice fiscale del soggetto a favore del quale viene effettuato il bonifico.

 

  

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