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RiforestazioneSe diamo uno sguardo a ciò che sta accadendo In giro per il mondo, sembra che la riforestazione stia diventando un trend in continua crescita.

 

Questo grazie alla nuova sensibilità nei confronti del cambiamento climatico, cui si accompagna la consapevolezza che gli alberi possono essere la chiave per invertire un processo apparentemente incontrollabile.

 

 

Migliaia e migliaia di persone stanno operando attivamente per rigenerare le foreste e le aree verdi di tutto il pianeta.

 

Tracciare un quadro globale può presentare qualche difficoltà, e allora proprio come fanno le onde concentriche generate da un sasso gettato in un lago, osserviamo le iniziative in atto volte a promuovere la riforestazione, partendo dalla nostra Sicilia, e allargando man mano il nostro raggio di visione al resto del mondo.

 

Nella primavera di quest'anno, la Regione Sicilia con lo strumento dei Piani di Sviluppo Rurale (PSR) ha stanziato trenta milioni di euro per interventi di rimboschimento e di riforestazione. In particolare si opererà su terreni agricoli e non agricoli, allo scopo di conservare la biodiversità caratteristica della zona considerata oltre che per preservare e difendere il suolo.

 

L'azione è espressamente orientata anche alla mitigazione dei cambiamenti climatici. 

 

macchia mediterraneaOltre alle iniziative regionali, anche singoli privati stanno mettendo a dimora in diverse parti dell'isola, distese di nuovi frutteti, giovani alberelli che diventeranno produttivi nell'arco di due-tre anni, e che ricostruiranno un tessuto verde per zone dell'isola altrimenti soggette ad inaridimento e desertificazione.

 

In quest'ultima estate, sfortunatamente ettari su ettari di bosco sono andati in fumo, bruciati da incendi di origine dolosa propagatisi rovinosamente a causa di vento e siccità.

 

Il rimedio, al di là della rabbia e dello sgomento che hanno generato questi eventi, non può essere altro se non quello di rimboccarsi le maniche e piantare nuovamente le foreste che sono andate distrutte, con la particolare attenzione a rispettare la vocazione naturale del territorio, ricreando l'habitat caratteristico che, nel caso della Sicilia, è la macchia mediterranea.

 

Come sopra così sotto, così in piccolo come in grande, direbbe il saggio. Per quanto incredibile, nel Mondo è successa la stessa cosa accaduta in Sicilia. Sono andati perduti chilometri quadrati di foreste in estensioni di territorio immense, e tuttavia, con un opportuno fattore di scala stiamo assistendo alle mobilitazioni più grandi di sempre volte alla piantumazione di nuovi alberi per rigenerare nuove foreste.

 

Ma procediamo con ordine.

 

Intanto, anche nel resto d'Italia stiamo assistendo ad una grande mobilitazione orientata alla riforestazione, specialmente in occasione della Giornata Mondiale dell'Albero che si è tenuta lo scorso 21 novembre. In diverse regioni d'Italia sono state piantate numerosissime essenze (si chiamano così le diverse specie di alberi), nella sola Roma dodicimila nuovi alberi, finalizzati alla realizzazione di nuovi boschi urbani nelle aree periferiche e degradate.

 

Passando al resto del Mondo vi voglio raccontare alcuni casi interessanti relativi ad azioni di riforestazione pianificate a livello nazionale.

 

 

#Islanda. Ritrovare gli alberi tagliati dai vichinghi.

 

Paesaggio Islanda

 

Quella dell'Islanda è veramente una lunga storia triste. I Vichinghi sbarcano in Islanda colonizzandola circa verso il IX secolo. Disboscano quasi tutta l'isola per fare spazio all'agricoltura e alla pastorizia. Le eruzioni dei vulcani ricoprono i terreni rendendoli fragili e aridi. Risultato? L'Islanda diventa quasi desertica. 

 

Adesso gli Islandesi, discendenti di quegli stessi coloni immagino, decidono di rinverdire l'isola, mettendosi contro tempeste di vento furiose e terreni semidesertici dove non cresce quasi nulla. Con uno sforzo immane cercano di piantare alberi per tentare di rimboschire l'isola ma sfortunatamente la maggiorparte degli alberi piantati cresce molto a rilento e la mortalità è elevatissima.

 

Ad ogni modo, non si può che fare il tifo per loro... speriamo che trovino una soluzione!

 

 

#Madagascar. 25 ettari di nuove foreste.

 

foresta di baobab madagascar

 

Grazie ad un progetto di riforestazione responsabile avviato nel 2012 è stato rallentato il fenomeno della scomparsa delle foreste nel Madagascar centro meridionale. Sono state introdotte 34 speci diverse di alberi, 15 specie non appartenenti all'habitat d'origine, 14 specie presenti nel Madagascar e 5 specie indigene, per una superficie totale rimboschita di oltre 25 ettari.

 

Per portare avanti l'iniziativa sono state chiamate in causa le popolazioni locali, incaricate di gestire direttamente e consapevolmente il proprio territorio, per valorizzarlo e proteggerlo.

 

Tra gli altri obiettivi perseguiti dai promotori dell'iniziativa, quello di migliorare lo standard di vita delle comunità, l'uso di sistemi di agricoltura innovativi, e il turismo ecologico.

 

#Brasile. Piano di riforestazione dell'Amazzonia.

 

Nell'Amazzonia brasiliana verranno piantati 73 milioni di alberi nei prossimi anni, coprendo un'area di oltre 28.000 ettari. Questi alberi verranno piantati nel cosiddetto arc of deforestation, una zona compresa tra diversi stati interni del Brasile, nei quali le foreste erano state distrutte per lasciare spazio ai pascoli degli allevamenti intensivi.

 

Per promuovere la decarbonizzazione dell'aria verranno scelte le piante più adatte per raggiungere questo scopo, in considerazione anche del clima in cui dovranno vivere, le più adatte, in questo caso, sono quelle che costituiscono le foreste tropicali.

 

 

Il modo in cui verranno piantate le nuove foreste tropicali lo abbiamo descritto in questo articolo.

 

 

#Kenya. 20 milioni di nuovi alberi. 

 

Foresta in Kenya

In Kenya, il Governo ha deciso di ripristinare la presenza degli alberi, in particolare nelle zone montane dopo che per decenni le foreste sono state impiegate per produrre legname e carbone da legna. In questo modo è andato perduto in un breve arco di tempo oltre l' 8% dei 30.000 chilometri quadrati di copertura arborea della nazione.

 

Adesso la scelta è quella di mettere a dimora 20 milioni di nuovi alberi, per contrastare la deforestazione.

 

Questi alberi verranno piantati nei siti più sensibili, in prossimità dei corsi d'acqua, in modo da rigenerare terreni degradati e in modo da ricostituire gli habitat di molte specie che nel tempo sono andati perduti.

 

 

Anche qui si è scelto di coinvolgere le comunità locali, prediligendo la piantumazione delle piante autoctone. Oltre che per fronteggiare il cambiamento climatico questi interventi mirano a invertire la tendenza della riduzione delle precipitazioni e ad evitare l'aumento dell'erosione del suolo.

 

 

#India. Riforestazione da record.

 

Riforestazione Uttar PradeshNel Madhya Pradesh il 2 luglio di quest'anno, in 12 ore sono state piantate 66 milioni 750.000 piante, grazie all'intervento di un milione e mezzo di volontari...

 

Solo un anno prima, nel luglio 2016 si era registrato un primato simile grazie alla piantumazione di 50 milioni di alberi, in un giorno, nell'Uttar Pradesh.

 

In questo caso la cooperazione e la condivisione dello sforzo da parte di questo popolo è veramente emblematico. Ci fanno da esempio. 

 

Tra gli obiettivi dell'iniziativa: lo stoccaggio del carbonio, il contributo alla lotta contro il cambiamento climatico e il riscaldamento globale, un miglior assestamento del terreno, una riduzione degli inquinanti, delle temperature, e una riduzione del processo di degradazione del suolo.

 

 

E infine ci sono le iniziative dei privati, il cui peso, in alcuni casi supera quello delle iniziative governative...

 

 

#Yokohama Forever Forest.

 

L'azienda Yokohama, operante nel settore di gomma e pneumatici, già nel 2007 decise di piantare in prossimità dei suoi stabilimenti sparsi in diversi paesi dell'Asia come Giappone, Cina, Taiwan, Indonesia e Tahilandia, fino a 500.000 alberi in 10 anni.

 

 

Partiti nel 2007 sono riusciti a tagliare il traguardo preventivato proprio quest'anno.

 

 

Questo ha consentito un miglioramento della qualità ambientale dei luoghi vicini alle fabbriche, migliorando la loro biodiversità e il ripopolamento faunistico. Gli ambienti più ricchi e più verdi, hanno incoraggiato il ritorno degli animali in particolare le specie autoctone e i volatili.

 

 

#La foresta di Trump. Un progetto da 10 miliardi di alberi per contrastare l'ignoranza sui cambiamenti climatici.

 

Al pari degli struzzi il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, preferisce negare i cambiamenti climatici mettendo la testa sotto la sabbia. La sua politica a favore delle fonti fossili di energia ha scatenato la furia, giusta, degli ambientalisti, che per nulla intenzionati a lasciare correre hanno deciso di prendere le loro contromisure.

 

 

In particolare, un piccolo gruppo di volontari Daniel Price, Adrien Taylor e Jeff Willis hanno deciso di piantare una foresta da 10 miliardi di alberi capace di assorbire i gas serra che verranno rilasciati in atmosfera a causa delle scelte energetiche di Trump.

 

Affermano "Where ignorance grows trees", "Dove l'ignoranza fa crescere gli alberi", a proposito della Trump Forest che vogliono realizzare. 100.000 chilometri quadrati di foresta, per un numero di alberi pari a 10 miliardi, da piantare in giro per il mondo grazie al sostegno di tutti coloro che aderiranno all'iniziativa lanciata dalla pagina Facebook del progetto. 

 

La risposta c'è stata, sono più di 3.000 i sostenitori del progetto, e già sono stati piantati centinaia di migliaia di alberi.

 

 

#Treedom. Orgoglio italiano.

 

TreedomChiudiamo questa carrellata con due piccoli eroi nazionali, Federico Garcea e Tommaso Speroni, che in cinque anni sono riusciti a piantare oltre 250.000 alberi in giro per il mondo.

 

Ci sono riusciti con un ragionamento apparentemente semplice: nel 2010 se migliaia di persone erano disposte a pagare per giocare a Farmville, una app che simula la vita in una fattoria, per piantare alberi virtuali, perché non avrebbero dovuto farlo per piantare alberi veri?

A quel punto hanno investito tutti i loro risparmi e hanno dato vita alla start up Treedom (crasi tra la parola 'tree' albero e 'freedom' libertà), che in poco tempo è diventata una pmi innovativa, cresciuta grazie al contributo di clienti importanti, come Jovanotti, che ha contribuito al loro lavoro piantando 12.000 alberi.

 

A questi sono seguiti i contributi della Rockfeller Foundation e della Bill and Melinda Gates Foundation che hanno messo sul tavolo mezzo milione di dollari.

 

Treedom consente ai suoi clienti di adottare un albero, o di regalarlo ad una persona cara, per una ricorrenza, una festività o un evento importante. Ci sono anche le aziende che possono decidere di mettere a dimora una foresta. Quelle che lo fanno decidono di farlo per responsabilità sociale, o per offrire un ecogadget ai clienti.

 

Oltre ai progetti lanciati in giro per il mondo va citato quello attivato in Campania e Sicilia sui terreni confiscati alla criminalità organizzata. Su questi terreni vengono piantati infatti i nuovi alberi di Treedom. L'impresa mira ad esplorare sempre di più il mercato estero per diffondere l'idea anche nel resto del mondo.

 

 

Conclusioni.

 

Il nostro viaggio sulla riforestazione, per il momento si ferma qui.

Abbiamo visto le ragioni scientifiche per cui occorre piantare alberi e abbiamo esplorato il valore sociale che assumono le foreste nei contesti urbani negli scorsi articoli. Non ci resta che diventare più consapevoli del valore assunto da questa tematica ed incentivare, con un nostro piccolo contributo, questo processo che spontaneamente, consapevolmente e fortunatamente, l'umanità sta mettendo in atto per salvare il Pianeta.

 

Alla prossima!