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Già, cosa c'entra? Si dice che nell'Universo tutto è collegato, ogni piccolo gesto che compiamo individualmente può portare a degli effetti su scala globale che non avremmo mai previsto. Proprio così, per quanto incredibile possa sembrare, in questa faccenda del cambiamento climatico siamo tutti responsabili, e quello che possiamo fare è cercare di capire, come? E in che misura le nostre scelte di tutti i giorni possono influire sulla vita del nostro pianeta.

 

apprendista stregone

Si parla di emissioni di anidride carbonica, effetto serra, scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari, siccità e alluvioni... la sensazione più netta che abbiamo è che da qualche anno a questa parte l'Umanità abbia un po' perso il controllo, rapita com'era dal potere della tecnologia che ha saputo sviluppare.

Un po' come la vicenda dell'apprendista stregone di Disney, che servendosi di un potere che travalicava la sua capacità di controllo stava per finire annegato a causa della sua stessa inesperienza.Bene, in questo caso l'apprendista stregone deve necessariamente superare se stesso e rimediare ai propri errori. Questo è il nostro compito.

 

C'è una buona notizia: siamo ancora in tempo, ma dobbiamo agire subito...    

 

Partiamo da un dato di fatto a proposito del cambiamento climatico e delle emissioni di anidride carbonica: per valutare l’impatto delle attività umane sul nostro ecosistema ci servono dei numeri. E non perché dobbiamo fare a tutti i costi gli ingegneri, ma perché ci possono aiutare a capire quali sono le cifre in gioco.

L’International Energy Agency (IEA) ha stimato che l’aumento medio annuo delle emissioni di anidride carbonica è stato pari a 160 milioni di tonnellate, nel 2016, in tutto il mondo. L’aumento, cioè il valore delle emissioni di anidride carbonica è aumentato di 160 milioni di tonnellate rispetto all’anno precedente. E addirittura questo è un buon risultato, considerando il fatto che nel 2000 lo stesso parametro valeva 650 milioni di tonnellate. Possiamo dire quindi che c’è stato un certo miglioramento al ribasso.

Tuttavia se il trend attuale non dovesse subire delle variazioni significative l’IEA stima che intorno al 2040 si registrerebbe un valore delle emissioni globali di CO2 legate all’energia, pari a 36 miliardi di tonnellate ogni anno.

 In realtà la situazione è in piena evoluzione, e non è facilissimo fare quadrare i conti con i modelli adoperati per rappresentare la situazione globale. Una cosa è certa, attualmente l’umanità rilascia in atmosfera una quantità di anidride carbonica legate alle sue attività stimabile nell’ordine delle decine di miliardi di tonnellate ogni anno. E non sono certamente poche o trascurabili…

 

E l’Italia?

 

Considerando soltanto l’anidride carbonica legata alla produzione di energia elettrica, nel nostro Paese ogni anno vengono emesse la cifra considerevole di 102,78 Mton CO2: 102,78 milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno, da parte della sola Italia e solo per la produzione di energia elettrica. Ma cerchiamo di entrare dentro questo dato e vedere da dove è spuntato fuori.

Ogni volta che inseriamo lo spinotto di uno dei nostri elettrodomestici nella presa di corrente e accendiamo, faccio per dire, il phon, o la televisione, o lo stereo, o il portatile, cominciamo ad assorbire energia elettrica. Se da una parte consumo energia elettrica, da qualche altra parte quell’energia elettrica dovrà essere prodotta.

 

E chi la produce?

 

emissioni di anidride carbonicaE qui entra in gioco il mix energetico nazionale. Attualmente la nostra energia viene prodotta al 41,60 % da fonte rinnovabile, al 50,20 % da fonti fossili e gas naturale, al 5,10% dal nucleare (importata da altri Paesi europei) e la restante quota parte da altre fonti. Insomma, le nostre centrali elettriche si danno una mano l’una con l’altra e fanno del loro meglio per soddisfare il fabbisogno dell’energia elettrica del nostro Pese, che quello è e non può essere modificato, o almeno non può essere modificato da un giorno all’altro.

Per essere più precisi, va detto che il fabbisogno della sola energia elettrica nel 2016 per l’Italia è stato pari a 314,3 TWH (il Terawattora, TWh,  corrisponde a un miliardo di chilowattora). Per produrre ognuno dei chilowattora che compongono questa cifra colossale, con il mix energetico nazionale di fonti di energia che ho descritto prima, occorrono 0,327 kgCO2/kWh.

Insomma, con tutta la buona volontà le mie centrali elettriche rinnovabili, fossili, nucleari e da altre fonti riescono a produrre un chilowattora di energia elettrica rilasciando in atmosfera la cifra apparentemente innocua di 0,327 kg a chilowattora: 327 grammi… poca cosa. Ma se moltiplico questi 327 grammi a chilowattora per 314,3 TWh ecco che ottengo le 102,78 milioni di tonnellate di anidride carbonica che abbiamo visto poco fa.

Ogni Paese del Mondo ha il suo mix energetico con le sue luci e le sue ombre, e, a onor del vero, ci sono Paesi che hanno già raggiunto il ragguardevole traguardo di un mix energetico quasi al 100% rinnovabile, come l’Uruguay, che grazie al sole e al vento produce il 95% della sua energia con fonti rinnovabili.

 

Sapete quanti chilogrammi di anidride carbonica vengono emessi in atmosfera per produrre un chilowattora di energia grazie alle fonti rinnovabili?

 

Zero.

 

Ecco perché stiamo qua a parlare di fonti rinnovabili. Perché sono a impatto zero per il Pianeta. Ecco perché se ne parla tanto e vengono incentivate in tutti i modi: perché sono la nostra carta vincente per uno sviluppo sostenibile e in armonia con la Terra.

Quindi, si capisce facilmente che quei 327 grammi di anidride carbonica immessa in atmosfera per produrre un chilowattora di energia provengono tutti da quella quota parte del mix energetico che fa uso delle fonti fossili. E d’altra parte il fabbisogno di energia elettrica del nostro Paese, quello è, e certamente non cambia se incomincio a spegnere la luce della cucina quando sono nell’altra stanza, per quanto virtuoso questo comportamento possa essere.

Cosa voglio dire: il fabbisogno di energia di un Paese non può essere cambiato dall’oggi al domani, quello è e non lo posso modificare, non facilmente, né velocemente, perlomeno. Però, posso certamente investire energie e risorse importanti per cambiare il mix energetico nazionale.

 

Ed è qui che entriamo in gioco noi.

 

fotovoltaico cambiamento climaticoPer quanto irrilevante possa sembrare, il semplice gesto di installare un impianto fotovoltaico sul tetto di casa tua cambia il mix energetico nazionale. Perché? Perché per ogni kW di fotovoltaico installato sul tuo tetto, tu sei in grado di produrre 1.400 kWh/anno di energia. Pulita e a zero emissioni. Questo significa che quando faremo i conti alla fine dell’anno, grazie all’impianto da 3 kW installato da Silvia Leopardi (un nome a caso…) ci saranno 4.200 kWh di energia pulita in più, che avranno comportato la riduzione di emissioni pari a:

 

4.200 kWh/anno x 0,327 kgCO2/kWh = 1373,4 kg CO2 = 1,37 ton CO2

 

Insomma, 1,37 tonnellate di anidride carbonica in meno immesse in atmosfera grazie a te!

 

E allora vedi che questa storia delle energie rinnovabili, del fotovoltaico, se diventa virale può rappresentare veramente la svolta per il Pianeta!?

Lo sforzo di un'unica persona è poca cosa, ma una moltitudine può cambiare rapidamente il corso degli eventi. Ed è per questo che siamo qui a parlare di energie rinnovabili, ed è per questo che siamo qui a perseguire un futuro sostenibile.

Nel prossimo articolo vedremo insieme quanta energia è in grado di sviluppare una fonte energetica tradizionale. Ci scontreremo con le TEP le tonnellate equivalenti di petrolio, cercheremo di capire quanta energia c’è nel vecchio oro nero che, vuoi o non vuoi, nonostante tutti i suoi limiti ci ha proiettati verso il futuro che stiamo vivendo. E parleremo anche della fonte di energia da cui provengono tutte le altre fonti di energia: il Sole. Questo vecchio amico della nostra Terra che oltre a fare la differenza tra  il giorno e la notte è la vera fonte di Vita per tutto il Pianeta.

 

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Grazie e a presto!