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EuGreen DealIl nuovo documento fortemente voluto dalla Presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen, traccia una vision per i prossimi anni nella direzione di un adattamento sostenibile della nostra civiltà alle esigenze del nostro pianeta.

 

Finalmente a livello europeo abbiamo un documento programmatico, l’European Green Deal, di lungo termine, che mira ad una direzione precisa: perseguire un futuro sostenibile per il nostro pianeta. L’intento da cui prende le mosse questo documento, è quello di rendere l’Europa neutrale dal punto di vista delle emissioni di gas serra entro il 2050, e di rintracciare delle linee guida di sviluppo sostenibile che possano fungere da guida anche per altri Paesi nel Mondo.

 

Ursula Von der Leyen, l’attuale presidente della Commissione Europea, ha fortemente voluto la stesura di questo documento, come risposta all’esigenza sempre più pressante, di contrastare il cambiamento climatico in atto negli ultimi anni, e di mantenere l’aumento delle temperature su scala globale ben al di sotto di 1.5°C, così come richiesto negli accordi di Parigi.

 

 

European Green Deal: Trasformare una sfida urgente in una opportunità unica.

 

Cambiare il paradigma energetico e rispondere alle esigenze di un’economia carbonicamente neutrale, secondo quanto riportato all'interno del documento, sarebbe un’opportunità di sviluppo vantaggiosa per tutti. Richiederebbe un ripensamento radicale del nostro stile di vita, e metterebbe in moto una quantità di processi in grado di generare sviluppo, benessere ed occupazione diffusi.

 

Partendo dall’esigenza di trasformare l’economia dell’Unione Europea nella direzione di un futuro sostenibile, il documento individua i diversi contesti in cui deve avvenire questa trasformazione. In sintesi, il Green Deal prevede:

 

  1. Raggiungere obiettivi più ambiziosi per il clima all'interno dell'Unione Europea, dirigendosi verso la neutralità, rispetto alle emissioni di gas serra, per il 2030 ed il 2050. Riducendo le emissioni almeno del 50%, e fino al 55%, entro il 2030, e di essere climaticamente neutrali entro il 2050.
  2. Fornire energia pulita ad un prezzo accessibile, e sicura.
  3. Mobilizzare l’industria verso un’economia pulita e circolare.
  4. Costruire e ristrutturare edifici in modo energeticamente efficiente.
  5. Accelerare il passaggio verso una mobilità sostenibile ed intelligente.
  6. Progettare un sistema alimentare equo, salutare e attento all’ambiente.
  7. Preservare e rigenerare ecosistemi e biodiversità.
  8. Obiettivo inquinamento zero, per un ambiente libero da agenti tossici.

 

Per ciascuno di questi punti il Green Deal individua strategie ed azioni specifiche da mettere in atto.

 

 

Ursula Von Der LeyenGreen Deal: la sfida di un sistema energetico a impatto zero.

 

Il settore energetico, quello evidenziato nel secondo punto del precedente elenco, prevede il ruolo essenziale che dovranno giocare le energie rinnovabili in questa transizione. Il documento parla chiaramente di come sia cruciale promuovere la decarbonizzazione del settore energetico, attraverso la sospensione della produzione di energia da fonti fossili, come carbone e petrolio, e dello stesso gas naturale, considerato meno inquinante ma sempre impattante sull’ambiente.

 

La transizione verso l’energia pulita, inoltre, dovrebbe coinvolgere e beneficiare i consumatori. L’energia rinnovabile deve costare di meno. Deve essere più conveniente investire nell’energia rinnovabile che non rimanere ancorati alle vecchie fonti di energia.

 

Anche i proprietari delle case devono essere motivati ad investire nell’aumento dell’efficienza energetica, per ridurre il costo dei consumi energetici e quindi l’ammontare delle stesse bollette.

 

Inoltre, il passaggio verso la neutralità climatica deve essere perseguito dotandosi di infrastrutture intelligenti, che utilizzino tecnologie innovative come le smart grids, le reti a idrogeno, gli strumenti di cattura del carbonio, l’immagazzinamento ed utilizzo di energia, i sistemi di accumulo.

 

Occorrerà, inoltre, aggiornare le infrastrutture e le risorse già esistenti, per rimanere adeguate ai nuovi compiti che dovranno svolgere, e che siano in grado di mantenersi climaticamente resilienti.

 

L’importanza del settore energetico nella neutralità climatica è dettata dal fatto che, in questo momento, la produzione e l’uso di energia nei vari settori economici, conta per più del 75% delle intere emissioni di gas serra dell’Unione Europea. Pertanto, l’efficienza energetica e l’utilizzo e la diffusione dell’energia rinnovabile, devono diventare prioritari.

 

Fridays For FuturePer far sì che il mercato energetico si sposti nella direzione delineata dal Green Deal, occorre che l’approvvigionamento di energia per gli utenti europei e per le realtà produttive, sia sicuro e a prezzi accessibili. Perché ciò accada occorre, quindi, che il mercato energetico europeo sia pienamente integrato, interconnesso e digitalizzato, e che rispetti la neutralità tecnologica.

 

Grazie alla direzione tracciata dall’European Green Deal, la lotta contro il cambiamento climatico non si fa più solo con le parole o gli slogan, comunque utili, come quelli utilizzati nelle grandi manifestazioni giovanili del Fridays for Future; ma viene tracciata una strategia di largo respiro, che realmente può fare la differenza per i prossimi anni, e che può favorire un adattamento della nostra civiltà che sia rispettoso delle esigenze del Pianeta sul quale abitiamo.