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Radiazione Solare sull'AustraliaBuone notizie, sembra che le cose a proposito della diffusione di energia rinnovabile nel mondo si stiano muovendo molto in fretta e senza eccezioni. Tutti i Paesi del Mondo stanno agendo in modo tale da rendere l'energia rinnovabile il loro asset energetico principale.

 

Cosa significa questo?

 

Che la trasformazione, adottando una metafora automobilistica, sta cominciando ad ingranare le marce più alte, incrementando la velocità di conversione dal vecchio paradigma dei fossili verso il nuovo paradigma del rinnovabile.

 

Ma perché il rinnovabile può essere considerato una delle risposte più intelligenti possibili rispetto alla questione energetica?

 

Una risposta interessante, tra le tante possibili, ci viene dall'Australia che ha una buona storia da raccontare accaduta proprio durante la loro scorsa estate (che nell'emisfero australe si è appena conclusa).

 

In pratica, grazie ad un cielo costantemente terso, sole e vento hanno consentito di produrre la ragguardevole cifra di di quasi 10mila GWh (il GWh corrisponde ad un milione di kWh) di energia elettrica tra i mesi di dicembre 2017 e febbraio del 2018. Questo ha consentito loro di battere di gran lunga l'energia prodotta dai combustibili fossili, e in particolare quella prodotta dalla lignite. Tuttavia, l'aspetto più interessante nascosto in questo dato è la contemporaneità della massima produzione di energia con il picco di richiesta legato al condizionamento degli edifici.

Infatti, quando il caldo si fa soffocante, tutti noi sappiamo quanto sia di conforto poter accendere l'aria condizionata, e i nostri cugini australiani in questo non sono molto differenti da noi. Bene, questa volta il picco di domanda estivo è stato soddisfatto grazie alla produzione di energia da fotovoltaico!

In pratica, nel momento in cui il sole picchiava più forte il fotovoltaico dava il meglio di sé, e tutti i sistemi di condizionamento, che impiegano energia elettrica per il loro funzionamento, sono stati alimentati contemporaneamente a questo surplus di produzione. Il picco di produzione, inoltre, ha consentito di evitare il verificarsi dei temuti blackout che in passato si verificavano in piena estate, quando il fabbisogno di energia elettrica cresceva con la temperatura esterna.

A questo proposito, in realtà, si è verificato il blocco di una centrale a carbone importante nel parco energetico nazionale dell'Australia, fatto che ha causato un crollo di produzione, che è stato compensato dopo appena 0,14 secondi dalla megabatteria Tesla dell'Australia Meridionale che ha scongiurato il rischio di interruzione dell'erogazione di elettricità. Questa batteria è stata costruita pochi mesi fa in meno di cento giorni ed ha una potenza di 100 MW ed una capacità di accumulo di 129 MWh.

 

Questo significa efficienza e sostenibilità, e non sono più proiezioni del futuro, ma esperienza.

 

Ci ricordiamo del blackout che è avvenuto in Italia nei primi anni duemila, quando abbiamo assistito impotenti al collasso dell'intero sistema elettrico nazionale a causa del picco di richiesta di energia fronteggiato quasi esclusivamente con le fonti fossili che ad un certo punto non sono state più in grado di rispondere al surplus di carico? Questo è storia.

Da allora il mix energetico si è trasformato e le rinnovabili hanno conquistato uno spazio sempre più grande e adesso non ci resta altro da fare che adottare le best practice che in altre parti del mondo garantiscono l'utilizzo delle fonti rinnovabili associato ad importanti sistemi di accumulo di rete.

 

Nel resto del Mondo la corsa al solare sta prendendo sempre più vigore, come vi ho anticipato prima, notizie di queste settimane ci parlano degli intenti importanti che si stanno muovendo in questa direzione. Sarebbero tanti gli esempi da portare a questo proposito, ma mi voglio soffermare su due iniziative che riguardano le zone dove la produzione di energia da fonte solare potrebbe essere più promettente e veicolare una strategia di crescita energetica sostenibile.

 

Alleanza Solare InternazionaleÈ il caso dell'Alleanza Solare Internazionale promossa dalla Francia e dall'India, che prevede la realizzazione nei Paesi situati tra il Tropico del Cancro e il Tropico del Capricorno, di 1.000 GW di potenza solare per uno stanziamento di più di 1.000 miliardi di dollari entro il 2030. La Francia contribuirebbe per parte sua con 700 milioni di euro.

L'alleanza prevede l'installazione di soluzioni fotovoltaiche economiche nelle aree dove l'irraggiamento è migliore e in cui c'è più bisogno di soluzioni energetiche distribuite low cost. I Paesi maggiormente attenzionati sono quelli più soleggiati e si trovano prevalentemente nel continente africano, come Egitto,  Niger,  Somalia e Corno  d'Africa.

In questa inizaiativa l'India conta di costruire una strategia di comunicazione con i Paesi Africani che va oltre la sola questione energetica e mira a contrastare il ruolo predominante che la Cina sta cercando di conquistare nel settore energetico. 

 

Il Paese che invece mira a superare ogni record di produzione di energia da fonte solare è l'Arabia  Saudita. Il Principe saudita Mohammed Bin Salman, infatti, ha stipulato un memorandum d'intesa con l'amministratore delegato Masayoshi Son della Softbank per il progetto dell'impianto solare più grande del mondo, per una potenza di ben 200  GW. Una cifra incredibile specie se consideriamo il fatto che attualmente in tutto il mondo la potenza fotovoltaica installata è di circa 400 GW. 

 

L'intento del principe saudita è quello di traghettare il suo Paese verso l'era del rinnovabile  lasciandosi alle spalle l'era del petrolio nella quale il Medio Oriente ha avuto un ruolo chiave. L'impianto dovrebbe sorgere nel deserto saudita e sarà costituito da sterminati campi fotovoltaici e sistemi di accumulo che saranno prodotti localmente grazie alla realizzazione di una fabbrica per pannelli solari e attrezzature. Il progetto dovrebbe vedere la sua conclusione verso il 2030. Tra le milestone stabilite dal Regno c'è quella di 9,5 GW di energia da fonte alternativa da raggiungere entro il 2023

Sfortunatamente l'Arabia sta pianificando anche la costruzione di 16 reattori nucleari nei prossimi 25 anni per una spesa di 80 miliardi di dollari, ma a questo proposito, a titolo personale, c'è da augurarsi un ripensamento o un ridimensionamento, specie se consideriamo il fatto che la comunità scientifica ha di recente deciso di orientare gli sforzi verso la fusione nucleare, il sacro graal dell'energia.

 

Fusione NucleareLa Commonwealth Fusion Systems, spinoff del MIT di Boston, sta piaificando l'entrata in funzione della prima centrale termonucleare entro 15 anni e per raggiungere questo obiettivo ha firmato un accordo con Eni. 

 

Il progetto di ENI CFS mira ad una nuova classe di superconduttori ad alta temperatura capace di migliorare il confinamento magnetico del combustibile nucleare. L'idea è quella di generare energia con lo stesso principio con cui si alimentano le stelle, la difficoltà principale di questa tecnologie sono le temperature enormi generate in questo processo, e il confinamento dei materiali utilizzati durante la fusione nucleare.

 

In pratica gli atomi di idrogeno vengono compressi fra loro fino al punto da fondersi insieme generando atomi di elio, rilasciando quantità enormi di energia. In linea di principio, la tecnologia potrebbe alimentare tutte le attività umane grazie alla potenza generata nel processo, ma le difficoltà fino a pochi anni fa sembravano insormontabili.

 

Basteranno quindici anni a risolvere tutte le complicazioni? Chissà...

 

Per il momento non ci resta che concentrare tutti i nostri sforzi sull'energia rinnovabile così come la conosciamo, e puntare ad una civiltà solare capace di fare fronte alla sua richiesta di energia con fonti di energia pulite ed inesauribili.